Nel mezzogiorno 130 cantieri fermi. Persi 11 miliardi.

11.03.2019

Dal 'Corriere del mezzogiorno economia'

Non c'è solo la Tav, nella lista dei cantieri bloccati o delle opere incompiute: sono centinaia, sparse su tutto il territorio nazionale. L'Ance ha contato più di 600 opere bloccate (49 costano più di 100 milioni ciascuna), per un valore totale di 36 miliardi; non realizzarle produce una perdita di 880 mila posti lavoro e una mancata ricaduta economica sul territorio di 188 miliardi. Nel Mezzogiorno le opere bloccate sono 130 e sono vitali per la collettività intera, perché non si tratta solo di strade e ferrovie, ma anche di scuole e ospedali su cui è indispensabile intervenire per renderli antisismici o per adeguarli a standard di efficienza e pulizia. O, ancora, si tratta di interventi per salvare il territorio a rischio idrogeografico o sismico. Emblematico di questo stato di cose è il progetto messo a punto dopo l'alluvione che 21 anni fa, il 5 maggio 1998, portò morte e distruzione in provincia di Salerno e Avellino, a Samo, Siano, Quindici. Si contarono 159 vittime e si decise di conseguenza di correre ai ripari: l'opera per salvaguardare il terri torio ottenne 220 milioni dalla Uè e nel çîí fu inserita nei Grandi progetti, ma da allora tutto è fermo e, infatti, compare nell'elenco dell'Ance, una tra le 23 bloccate in Campania (42 le incompiute). Sono 15 quelle bloccate in Calabria (15 le incompiute), 19 in Puglia (53), 9 in Basilicata (33) e 16 in Sicilia (dalla Regione, spiega l'Ance, non si riesce ad avere l'elenco delle incompiute). Ma perché non si riesce a far avanzare progetti importanti come, per esempio, la statale Basentana in Basilicata, l'elettrificazione della ferrovia Sud-Est in Puglia, la diga di Gibbesi in Sicilia, l'ospedale Morelli a Reggio Calabria o, infine, il progetto di riordino idrogeologico della piana Riardo, Pietravairano e Pietramelara in Campania? «La burocrazia, l'inefficienza e insipienza delle amministrazioni locali e centrale di fatto bloccano tutto», spiega il presidente di Ance Mezzogiorno, il calabrese Francesco Berna. Dal via libera per un'opera alla sua realizzazione possono passare 14 anni, se si tratta di un grande intervento, dai 7 ai io anni per uno piccolo o medio. Ciò accade anche perché, se viene individuata una carenza, l'intero progetto deve essere rifatto e tutto si blocca, eventualità frequente quando si tratta di lavori da realizzare in piccoli Comuni che non hanno a disposizione tecnici, geometri, ingegneri all'altezza del compito. Aggiunge Berna: «Al Sud non abbiamo carenze di risorse, ma di capacità nel trasformare le stesse in attività». Tuttavia il tema delle competenze secondo Ance è da affrontare anche ai livelli più alti, fino ad arrivare a quello nazionale, perché è a Roma che dovrebbero essere semplificati i processi amministrativi o dovrebbe essere varato un efficiente codice degli appalti. Così, all'annuncio fatto il 26 febbraio dal viceministro alle Infrastnitture Edoardo Rixi che entro 40 giorni ci sarà il decreto sblocca cantieri, cioè 1'8 aprile, l'Ance ha plaudito. Così come al simile annuncio del ministro Danilo Toninelli: «È un segnale molto positivo che il governo abbia deciso di volere mettere mano a un provvedimento urgente». Tuttavia Berna precisa: «In realtà se ne parla da mesi, ma le promesse non sempre sono mantenute». A dicembre il premier Giuseppe Conte annunciò l'istituzione di «Strategia Italia», una cabina di regia per monitorare la situazione; quindi la creazione di una task force per coordinare gli investimenti pubblici e privati; e, infine, una struttura di progettazione di edifici pubblici (in
Spagna il sinule Pian E per piccole e medie opere in dieci anni ha realizzato il 99,5 per cento dei progetti iniziali). Gli organismi annunciati dal governo sarebbero dovuti partire entro lo scorso gennaio, ma «ad oggi siamo alle dichiarazioni di intenti. Peccato che intanto, secondo un vecchio vizio della politica italiana che ricomincia sempre da capo, so no state smantellate le strutture di missione per l'edilizia scolastica e i rischi idrogeologici create da Renzi e che collaboravano con le Regioni». Comunque, come dichiara Ance: «È arrivata l'ora di passare dalle parole ai fatti».

Nel mezzogiorno 130 cantieri fermi. Persi 11 miliardi.

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